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Recensioni

 

 

In corso

 

 

 

 

dall' 8 ottobre 2016

 

 

Sala Conferenze Azimut


Novi Ligure (AL)


Visitabile anche sabato e domenica

 

dalle 16 alle 19

 

 

 


 

 

Esposizioni precedenti

 

 

 

 

 

dal 10 al 18 ottobre 2015

 

 

Castello Medievale

 

 

Pozzolo Formigaro (AL)

 

Feriale ore 16:00 – 19:00

 

Festivo ore 10:30 – 12:30 e 16:00 – 19:00

 

 

 

 

 

 

Il critico Carlo Pesce dice di Roberto Bonafè:

“La sua pittura è caratterizzata da un consapevole rifluire verso un'aura artistica rarefatta, chiusa in una visione di equilibrio classicheggiante o di sospesa arcaicità. L'esperienza di Bonafè è indirizzata verso un rapporto vivace e dinamico di esplorazione realistica, che addirittura lo conduce a sperimentare tecniche e situazioni che lo portano a affrontare anche quegli elementi astratto/materici che caratterizzano l'ultimissima sua produzione”.

 

 


 

 

dal 30 novembre al 8 dicembre 2013

 

Sala d'Arte Pagano

 

Piazza Battisti, Voghera (PV)

 

Orari, da giovedì a domenica ore 16:00 – 19:00

 

Il 30 novembre 2013 alle ore 17,00 sarà inaugurata la mostra del pittore e scultore Roberto BONAFE’ presso la Sala d’Arte PAGANO, in Piazza Battisti a Voghera. La rassegna, emblematicamente chiamata Paesaggi in Trasformazione Sarà possibile visitare la mostra sino all’8 dicembre nei seguenti orari: dal giovedì alla domenica dalle ore 16,00 alle ore 19,00.

 


 

 

dal 5 al 20 ottobre 2013

 

Rocca del Dongione

 

Carbonara Scrivia (AL)

 

Orari ore 16:00 – 19:30

 

Espongono insieme a Carbonara Scrivia presso gli spazi espositivi della storica rocca del Dongione due artisti, Rosalba Riviera e Roberto Bonafè, da sabato 5 ottobre 2013, con inaugurazione alle ore 17.00 Sarà possibile visitare la mostra fino a Domenica 20 ottobre Il titolo della mostra “GESTO – COLORE – CONTAMINAZIONI"

 


 

dal 14 al 29 settembre 2013

 

Sala d'Arte di Palazzo Robellini

 

Acqui Terme (AL)

 

Orari ore 16:00 – 19:30

 

Sarà inaugurata il 14 settembre 2013 alle ore 17, presso la Sala d’Arte di Palazzo Robellini ad Acqui Terme la mostra del pittore e scultore Roberto Bonafè, a cura di Carlo Pesce.
La rassegna, emblematicamente chiamata “Metamorfosi” La mostra terminerà il 29 settembre e sarà possibile visitarla dal giovedì alla domenica, dalle ore 16 alle 19.30

 

 


 

 

  

 

 

 

 

 

dal 14 aprile al 6 maggio 2012

 

Palazzo Guidobono

 

Piazza Arzano, Tortona (AL)

 

Dal mercoledì al venerdì ore 16:00 – 19:00

 

Sabato e festivi ore 10:00 – 12:00 e 16:00 – 19:00

 

 

 


 

 Carlo_Pesce

LA SEMPLICITÀ DEL PAESAGGIO.

 

…Lontano lontano lontano

Si sente suonare un campano…

Giovanni Pascoli, la Servetta di Monte

 

Un percorso da autodidatta, quello di Roberto Bonafé, un percorso affrontato con l’umiltà di chi sa mettersi in discussione, di chi si colloca su un perenne piano di approfondimento e di confronto con gli altri. Dalla sua pittura emerge una passione sincera, un amore per il colore, per la luce e per l’indagine realistica del quotidiano che lo circonda. È una pittura rispettosa, che osserva l’universo di cui fa parte con la serenità francescana della piena coscienza del sapere di essere infinitesima porzione di esso.

La sua pittura è caratterizzata da un consapevole rifluire verso un’aura artistica rarefatta, chiusa in una visione di equilibrio classicheggiante o di sospesa arcaicità. L’esperienza di Bonafé è indirizzata verso un rapporto vivace e dinamico di esplorazionerealistica, che addirittura lo conduce a sperimentare tecniche e situazioni che lo portano a affrontare anche quegli elementi astratto/materici che caratterizzano l’ultimissima sua produzione. Ciò pone la sua esperienza su una posizione simile a quella di altri artisti, però con un atteggiamento costruttivo, creato sulla base di argomenti abbastanza evidenti. Egli riprende gli elementi tradizionali del fare pittura, con una visione più aperta, più attenta alla citazione colta, legata a una genuinità che sembra lontana da qualsiasi implicazione ideologica.

Per comprendere questo discorso è sufficiente osservare con una certa attenzione un brano di paesaggio di Bonafé: colori freschi, luce chiara, azzurro tenero del cielo, tappeti vedi distesi su terreni appena mossi. Un tappeto uniforme, delimitato nel fondo da una quinta di alberi e di colline che la lontananza tinge di viola e di azzurro. È un paesaggio carico di motivi pittoreschi, semplice, ma di una semplicità tanto colma di sensibilità da poter registrare la lenta corsa della giornata, il vibrare della brezza sui rami ancora spogli. Un’attenzione non priva di quelle intuizioni da permettere di notare delle leggere depressioni del terreno. Il protagonista di queste pitture è lo spazio, reso concreto da un chiarore quieto che attenua le ombre, scandito e misurato dai filari degli alberi, sereno, silenzioso, profondo, ma non immenso, non vuoto. Questo spazio è orlato da colline morbide, pochi segni scuri in primo piano invitano a condividerlo, a viverlo, a esplorarlo, in attesa di un lento, quanto inevitabile cambiamento. Sappiamo che poco più in là ci aspettano i segni della presenza umana. Sappiamo che in questi spazi verrà l’estate, e poi l’inverno, che la vita si trasformerà, si popolerà di persone, le stesse che vivono nei ritratti di Bonafé, bambini che si apprestano a partecipare alla vita, a testimoniare i cambiamenti, a reinventare quei segni e quei colori che diventeranno più facili, anche per noi, a essere compresi, a goderli e a parteciparli più pienamente.

In quanto al luogo preciso della pittura raffigurata nei dipinti, non importa molto, nonostante siano luoghi concreti (lo dimostrano i profili delle colline, le alture che individuano le valli del novese), perché la raffigurazione è solo un pretesto per rivelare sentimenti: il sentimento di uno spazio sfuggente e nello stesso tempo razionale, in cui non è possibile smarrirsi. È il sentimento di un’esplosione di luci, in cui non c’è niente di definito e neanche di effimero: come nella vita che si rinnova ciclicamente, mutevole ma anche eterna, sempre diversa e sempre uguale, come un meccanismo pronto a accettare un’unica variante poetica. È il pretesto per creare un’immagine astratto/materica priva di tempo, in cui lo spazio è colore, è un insieme apparentemente disordinato di sensazioni psichedeliche che altro non sono che un’evoluzione di ciò che Bonafé ha da sempre prodotto. La sua elaborazione formale diventa allora così ricca in termini di pigmenti e di luci che non può che essere derivata dalle esperienze dell’Impressionismo. Ma la sua trascrizione pittorica, abbreviata, consapevolmente dimessa e semplificata, è frutto anche di conoscenze diverse e più moderne, quelle di anni in cui è prevalso il gusto per una ricerca soggettiva di libera sperimentazione della realtà e del sentimento.

Roberto Bonafé ricava immagini affascinanti per illusione di verità, spesso chiuse in una sorta di scolastica meditazione. Riesce a conseguire stesure di colore piacevoli, ottenute con una certa disinvoltura formale. Sono epifanie di luci mutevoli, che procedono attraverso un continuo lavoro sulla pittura oltre che sulla natura. La superfici delle sue tele sono fresche, rese tali attraverso strisciate di colore serico, con contrasti, segni veloci e leggeri, grumi luminosi che si affossano e si compenetrano.

Carlo Pesce

 


 

Inaugurazione, sabato 14 aprile 2012

si ringrazia Stefano Silvano per le foto

 

 

 

 

 

 
   
     
     
 
     
     
     
   
     
 
     
   
     
   

     

     
   

 

     
   

     
   
     
     
     
     
     
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